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Progetto verde pubblico Zen - Palermo

Progetto per un Impianto di Verde Pubblico e Attrezzato Sportivo Allo "ZEN" e a Fondo Patti, Palermo.

ldo Rossi, Salvatore Tringali, Rosanna La Rosa, Giuseppe Terrana, Massimo Scheurer Formato 21 x 29,7 cm, rilegato in brossura, 36 pagine. Modica ottobre 1990 Progetto grafico: Salvatore Tringali e Rosanna La Rosa

Questo progetto, pur presentando un complesso di attrezzature sportive e legate al tempo libero apparentemente neutrali rispetto al contrasto urbano, è in realtà molto importante per la città di Palermo ed a questa è chiaramente riferito.
Palermo è una città ben caratterizzata nel contesto europeo; ed è certamente una città di contrasti e di contrasti violenti.
Ma questi contrasti, da un punto di vista generale e architettonico, sono poi molto diversi da quelli che caratterizzano le grandi città d'Europa e d'America?
Crediamo di no. I problemi dello Zen, pur considerando tutte le difficoltà locali (ma anche le potenzialità positive), non sono diversi dal rapporto irrisolto centro-periferia, residenza-strutture civiche.
La bella utopia delle città nordiche (il mito delle città scandinave o anglo-sassoni degli anni '60) è tramontato. Ognuno sa e può vedere quanto difficile sia la vita in queste grandi zone periferiche devastate da mali diversi nell'aspetto, ma non nella sostanza, da quelli del Sud.
Per questo è anche inutile affidarsi a questioni locali, con il pericolo di un municipalismo provinciale rivendicato da ogni città d'Italia.
In altri termini, il problema non è di riprodurre i vicoli di una Palermo irripetibile ma di costruire una città moderna fondata su una grande tradizione.
II progetto, come richiesto, propone grandi strutture sportive e per il tempo libero. Le grandi strutture urbane sono, crediamo, il modo migliore per riscattare la periferia delta città moderna della sua condizione di dormitorio o di «ghetto» residenziale. È questa una posizione che sembra decisiva per la città moderna.
L'architettura del movimento moderno, soprattutto nella sua degenerazione degli anni '60, con la divisione in zone ha distrutto la continuità urbana. In Italia l'esempio più triste è probabilmente Torino dove il bellissimo centro storico è una isola nella desolazione dei lunghi viali-dormitorio per lavoratori immigrati o locali (la logica è la stessa).
Dal rifiuto di questa situazione la logica del nostro progetto. E il suo disegno. Anche le strutture sportive non sono edi-
Dalla introduzione al progetto “un progetto per Palermo” di Aldo Rossi.

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