Restauri
Antico Mercato Ispica (RG)

2009 Ristrutturazione del Mercato cittadino.
Superficie di intervento mq 1.000

 

All’origine era un mercato semi aperto costruito tra le due guerre, alla fine degli anni ‘20, ad opera dell’Ingegnere Roberto Melotti che aveva già realizzato il mercato semi aperto del pesce di Siracusa, posto sulla terraferma, all’ingresso dell’isola di Ortigia, in prossimità del porto vecchio.
Il mercato di Ispica fu edificato intorno al 1930 per volontà del Potestà del Comune, Franzo Bruno Valenti. Posto sul Corso principale quasi di fronte al Palazzo Bruno di Belmonte (attuale sede Comunale), a lato dei magazzini degli stessi Bruno, all’origine accoglieva un mercato agro-alimentare ed una bottega del pesce, rappresentando in tal modo lo specchio dell’economia locale, che era ed è principalmente agricola. La costruzione venne eseguita tra il 1925 (progetto) e il 1932 (ultimazione dei lavori) ad opera dell’appaltatore Giuseppe Scribano Presidente della Società Cooperativa “Edile Ragusana”. Rimase attivo fino agli anni settanta, quando venne chiuso per poi essere trasformato, nei successivi anni ottanta, in Centro Studi Polivalente.
Con la nascita dei grandi supermercati nonché dei centri commerciali, la funzione originale di mercato cittadino perde di significato, ed essendo venuta meno nel tempo anche la successiva funzione di centro studi, l’occasione offerta dai lavori di ristrutturazione, conseguenti ai danni prodotti dalla tromba d’aria del 2002, ha rappresentato un’occasione per ripensare alla funzione da attribuire a questo importante edificio, che per certi suoi aspetti formali evoca altri “luoghi” di ritrovo collettivo (le gallerie ottocentesche, i mercati coperti del nord Europa, ecc...). E’ così che si è scelto di intervenire anche distributivamente, ripensando lo spazio nella sua interezza, libero dalle funzioni originali e da quelle successive, mossi dalla necessità di rendere vivo l’edificio, rendendolo riproduttivo e riconsegnandolo all’uso pubblico. Da qui lo spunto di dotare la città di Ispica di uno spazio coperto, “una galleria”, che diventi anche il “salotto di città”. Per la sua collocazione baricentrica, posto su Corso Umberto di fronte al Palazzo Bruno di Belmonte e in adiacenza a Piazza Brancati, l’edificio diventa complementare nelle funzioni al Palazzo di Città e assume a se la Piazza Brancati come suo naturale spazio esterno. Piazza Brancati, che come si può leggere in un apposito capitolo è legata formalmente a Palazzo Bruno di Belmonte in quanto è stata disegnata estrapolando la partitura geometrica del prospetto del Palazzo del Basile che ribaltata sul piano, viene utilizzata per la costruzione delle geometrie costruttive del disegno della nuova piazza. Dunque un triangolo formale-funzionale tra Palazzo Bruno, Piazza Brancati e l’Antico Mercato fortemente voluta dall’Amministrazione Piero Rustico.
Il Municipio, a completamento del suo restauro, perderà la pinacoteca a suo tempo posta all’ultimo piano per far posto all’esigenza di realizzare nuovi uffici; di conseguenza l’area espositiva troverà posto in modo stabile nelle due aree ricavate nei padiglioni anteriori dell’antico Mercato su Corso Umberto. Di contro, la funzione di piccola sala conferenza che aveva assunto l’area centrale dell’antico Mercato, nell’ultima sua destinazione, potrà essere trasferita nell’atrio, al piano terra del Palazzo Bruno, il cui progetto di ristrutturazione prevede, oltre ad una adeguata illuminazione, la ripavimentazione con pietra di Modica, in sostituzione delle originarie mattonelle di cemento. Agli angoli del Mercato, sul lato opposto all’ingresso principale, su via Foscolo si è pensato e realizzato un’articolazione dello spazio attraverso la progettazione di un diaframma semiaperto che rendesse fruibili i due padiglioni come autonomi e con una disponibilità di spazio maggiore. A tale scopo sono stati disegnati due portali realizzati con setti, in struttura scatolare metallica rivestita con pannelli di mdf laccati e con infissi rivestiti in lamiera borchiata. Il particolare design, con la sottolineatura del coronamento e della partizione orizzontale, a richiamare elementi formali più classici, sebbene con una rilettura contemporanea e certamente più leggera, individua nella disposizione complessiva i due nuovi spazi e dà loro una connotazione particolare, valorizzando l’aspetto generale dell’edificio, senza intaccare il suo equilibrio originale, con un “arredo” che si misura con la spazialità della fabbrica senza “invaderla”.
L’edificio dell’antico Mercato, ritrova così la sua funzione di luogo pubblico, dove è possibile organizzare eventi, mostre, vernissage e manifestazioni; un luogo dove gli ispicesi possono trascorrere i diversi momenti della giornata, sia nelle calde e assolate giornate estive che nelle ventose ed umide giornate invernali, grazie al sistema mobile per l’apertura e la chiusura ad hangar della copertura centrale a vetri. Al suo interno possono trovare posto diverse attività commerciali a servizio del cittadino: si potrà prendere un aperitivo o consumare un pasto veloce, si potrà comprare o leggere il giornale oppure acquistare fiori e libri, gustare un caffè o leggere un libro al caffè letterario. Anche per il turista, l’edificio dell’antico mercato, oltre alla possibilità di comprare souvenirs e prodotti tipici del territorio, offrirà l’accesso ad un infopoint turistico della città e del territorio. All’interno dello spazio pubblico la domenica si potrà poi organizzare il cosiddetto “mercato del contadino”, trasferendo in tal modo, dagli angoli delle strade, i venditori occasionali che mettono in vendita i prodotti del piccolo podere che coltivano. Il mercato domenicale, con i prodotti appena raccolti a km zero e senza ntermediari, produce due effetti positivi: un forte abbassamento dei costi con prezzi più accessibili per il consumatore e un guadagno diretto da parte del produttore. Dunque uno spazio polifunzionale con aree pubbliche, i due spazi anteriori angolari e la piazzetta centrale con la fontana che si possono prestare per eventi, mostre, ecc..., ed aree private concesse in affitto a commercianti o ad artigiani che grazie alla loro attività e/o arte traggano il giusto profitto e contemporaneamente offrano un servizio qualificato lla Città, rendendo vivo un ambiente nato come mercato alimentare e ostanzialmente non mutato, ma rifunzionalizzato e rivitalizzato, con il presente intervento di riuso
Salvatore Tringali, Rosanna La Rosa.

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