Restauri
Chiesa di Santa Sofia a Rassu Sortino (SR)

2003 Restauro della Chiesa e dell’Eremo di Santa Sofia a Rassu.
SUPERFICE INTERVENTO: mq 463

 

La chiesa di Santa Sofia a Rassu, così chiamata perchè costruita fuori dall’abitato dell’antica Sortino, esisteva già prima del 1693. Essa era ed è ancora oggi meta di pellegrinaggio da parte degli abitanti del paese, in quanto si crede che in essa abbia trovato rifugio la santa nel periodo della persecuzione. Nelle vicinanze della Chiesa c’è un pozzo d’acqua che la devozione popolare ritiene miracolosa contro ogni malattia. In adiacenza alla Chiesa sono costruite delle cellette attribuite erroneamente ad un ordine religioso, mentre risulta dai documenti, che queste dimore fossero state costruite per i pellegrini sortinesi che volevano ritirarsi in esercizi spirituali.

Le tecniche ed i materiali utilizzati hanno consentito l’integrazione globale del complesso monumentale, con la natura circostante, attraverso la ripresa delle tecniche costruttive originarie e dei materiali naturali quali il legno per le coperture, la calce per gli intonaci, il coccio pesto ed il cotto per le pavimentazioni. In tal senso si è proceduto alla riproposizione del nuovo sistema di copertura, secondo le antiche forme, alla realizzazione di muri di recinzione esterna in pietra a secco, alla realizzazione di intonaci a base di calce, scegliendo colori tenui che ben si inseriscono nel contesto naturale circostante.

Il valore aggiunto sta nella rinnovata fruibilità del complesso, non più per ragioni esclusivamente estetiche e contemplative, ma anche quale luogo di ritiri, convegni e concerti.

Considerando l’elevato afflusso di visitatori, sono stati realizzati all’interno di due vani esistenti, i blocchi servizi.

Dal punto di vista strutturale, si è posta particolare attenzione alla conservazione delle strutture eistenti, in particolare alla porzione residua della volta in pietra, mentre i maggiori interventi di risanamento hanno riguardato la protezione delle murature dall’umidità e dalle infiltrazioni, attraverso la creazione di scannafossi e vespai per il convogliamento e l’allontanamento dell’acqua meteorica.

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